| |
|
|
Testimonianze
ed opinioni - N. 1 marzo 2001
Questa
sezione del sito è destinata ad ospitare i contributi di Manager
ed addetti ai lavori sui temi più "caldi" del mondo della
personal communication.
Mobile Internet: la visione di Ericsson
| La
prima testimonianza è di Marco Tucci,
Business Developer Manager Mobile Internet Applications di Ericsson. |
 |
Mobile Internet e wireless information society: quale rapporto?
Internet è la nostra finestra su un insieme sempre più vasto
e globale di informazioni e servizi on-line; il mobile Internet sarà
la nostra finestra sulla wireless information society.
Più che una mera estensione tecnologica del web, il mobile Internet
sta per entrare nella nostra vita di tutti i giorni per modificarla in
modo significativo. Cambieranno il nostro modo di tenere i rapporti con
familiari e amici, di fare business, di fare acquisiti, di accedere e
fruire alle varie forme di intrattenimento e il modo in cui gestiremo
le nostre disponibilità finanziarie.
In che cosa si differenzia il mobile Internet da quello fisso?
A differenza di quello fisso, che si 'naviga' con un PC appoggiato su
una scrivania e con abbastanza tempo a disposizione, il mobile Internet
si utilizza con un telefono cellulare dallo schermo limitato e senza tastiera,
normalmente in piedi e con a disposizione il solo tempo per effettuare
l'operazione voluta.
Perché alle persone non basterà più l'Internet
fisso?
La nostra società va verso nuovi stili di vita che prevedono la
soddisfazione immediata e in ogni luogo di bisogni informativi, di benessere
personale o relazionali: il cellulare diventa così uno strumento
per trovare luoghi vicini (fisicamente e culturalmente) al proprio stile
di vita. Con il cellulare 3G si potrà soddisfare il bisogno relazionale
di "appartenenza" a una comunità, conoscendo addirittura
la posizione degli altri membri, ed effettuare il cosiddetto one-stop
shopping, ovvero la possibilità di ricevere notifica di offerte
di prodotti e servizi, valutarli e pagare. Il cellulare diventerà
probabilmente la carta di credito del futuro, qualcuno ha detto "la
carta di credito con l'antenna"!
Quali saranno le potenziali m-killer applications?
Il mercato ci dice oggi che centinaia di società nel mondo stanno
sviluppando applicazioni wap (e non) di nicchia, con prodotti molto specifici
e decisamente verticali. Senza dubbio saranno vincenti tutte le soluzioni
end-to-end per applicazioni location-based. Anche l'accesso alla mail
e la comunicazione multimediale avanzate sono destinate a giocare un ruolo
fondamentale: per il mercato corporate, la prima killer application è
proprio l'accesso alla e-mail e ai database aziendali, una soluzione che
Ericsson sta sviluppando in cooperazione con Microsoft.
Un modello che si sta imponendo allo studio in tutto il mondo è
quello dell'i-Mode dell'operatore giapponese NTT Docomo. Nato nel febbraio
1999 come un servizio sperimentale su tecnologia "WAP-like"
(proprietaria), oggi supera i 10 milioni di utenti, con trend di crescita
impressionanti (circa un milione di nuovi utenti al mese). Più
di 500 service provider pagano per essere presenti sul portale i-Mode:
da lì un utente può raggiungere oltre 1.000 siti "ufficiali"
e quasi 20.000 siti indipendenti. È un tipico esempio di "loop"
positivo: lo sviluppo di nuove applicazioni e nuovi contenuti attrae nuovi
clienti, e questo crea ulteriori sviluppi.
In Europa abbiamo visto (in piccolo) lo stesso effetto con i messaggi
SMS: nato come strumento di rete è diventato la motivazione d'uso
del cellulare per i giovani. Un nostro recente studio intravede per il
mercato italiano tre aree di sviluppo: messaggistica evoluta, posizionamento/localizzazione
e invio immagini.
Con gli operatori di rete mobile nostri partner, stiamo inoltre analizzando
possibili aree di applicazioni per il GPRS e per l'UMTS, che saranno il
vero mondo dei servizi 3G, ovvero di terza generazione. In ogni modo una
m-killer application deve avere almeno due di questi tre fattori: personalizzazione,
localizzazione, gestione transazionale.
Come cambierà la value chain?
Più che di "value chain", ci piace parlare di "value
mesh"! Per capire il mondo mobile internet e le possibili applicazioni
per consumatori e aziende, occorre prima capire quale ruolo si vuole giocare
su questo palcoscenico.
Service broker, service provider, access network operator, core network
operator, e-tailer, distributor, content provider, application service
provider, transaction handler, system integrator ecc. combattono tutti
la battaglia per la vicinanza al consumatore. Noi abbiamo schematizzato
20 ruoli distinti, ognuno dei quali ha i suoi modelli di business e relativi
flussi di revenue.
I tipici partner di Ericsson sono gli operatori fissi e mobili, i service
providers e gli ISP, qualunque ruolo essi decidano di giocare in questa
arena.
Le revenue arriveranno dalle commissioni sulle transazioni di m-commerce,
dalla vendita di profili utente (posizione geografica compresa) alla creazione
di portali e comunità ove vendere spazi pubblicitari, alla vendita
di contenuti di intrattenimento o news. La battaglia si gioca tuttavia
sulla vicinanza al cliente e sui contenuti che si è in grado di
offrirgli.
Come si è organizzata Ericsson per essere tra i protagonisti
di questa rivoluzione?
Sin dal 1998 Ericsson ha attivato i primi sistemi sperimentali sulle
tecnologie GPRS/3G e attualmente abbiamo guadagnato più del 50%
del market share mondiale per il GPRS, con 51 contratti firmati per sistemi
commerciali che coprono più di 100 milioni di utenti. Per i sistemi
3G, Ericsson è stata scelta finora da 7 operatori su 10, e da 5
di questi come fornitore principale o unico. Ericsson è tra l'altro
fra i fondatori del WAP Forum.
Sul versante delle applicazioni mobile internet, abbiamo oltre 40 centri
di sviluppo nel mondo, oltre 400 consulenti wap e 3000 persone nella nuova
Division Internet Applications. Ma il vero fattore di successo, secondo
noi, sta nella politica delle "partnership", che noi abbiamo
avviato con i principali content provider nel mondo (VISA, Reuters, Amadeus,
Guida Michelin, solo per citarne alcuni) per studiare insieme nuove soluzioni
di mobile internet.
Nell'ambito delle applicazioni per il segmento banche, abbiamo recentemente
annunciato la nostra partnership con Charles Schwab, che, insieme all'operatore
SmarTone, lancerà un servizio di "share trading" accessibile
da un telefono wap (alcuni interessanti scenari sono descritti e dimostrati
sul sito www.ericsson.com/mobilestocktrading). Si potrà così
controllare in ogni istante il prezzo delle azioni, decidere quali vendere
o comprare, e, soprattutto, decidere quando farlo. Ericsson ha fornito
la soluzione WAP end-to-end, garantendo, in particolare, la security delle
transazioni mediante la piattaforma di "mobile e-pay".
Qual è il rapporto di Ericsson con le applicazioni di terze
parti?
Nonostante il nostro massiccio sforzo, riteniamo di essere in grado
di coprire, assieme ai nostri partner, solo il 10% del totale delle applicazioni.
Per questo vogliamo favorire e stimolare gli sviluppi da parte di terze
parti. Tutte le nostre piattaforme hardware e software sono infatti dotate
di interfacce aperte e di un Software Development Kit, che permette alle
terze parti di realizzare velocemente nuove applicazioni. A questo scopo
abbiamo lanciato anche una "developers zone" (www.ericsson.com/developerszone)
che oggi conta più di 1000 aziende registrate nel mondo.
Ericsson ha lanciato poi la Mobile Applications Initiative, un'iniziativa
che vuol stimolare e supportare terze parti a creare applicazioni mobili,
garantendo al cliente finale un elevato standard realizzativo mediante
la possibilità di validare l'applicazione in un ambiente di test
che simula il servizio GPRS (in futuro anche Edge e UMTS). Questo permette
allo sviluppatore di verificare il funzionamento della propria applicazione
in condizioni simulate di traffico variabile, situazioni medie e limite
e, utilizzando uno specifico pricing tool, di capire quanta banda viene
utilizzata, quanti byte trasmessi effettivamente e pertanto quanto sarebbe
il costo di accesso al servizio per il cliente finale nel caso in cui
la tariffazione fosse fatta non a tempo ma a traffico.
In Italia circa venti aziende hanno già aderito al centro MAI aperto
a Roma (www.mobileapplicationsinitiative.com), tra cui BULL, CSELT, JUMPY,
MARKAB e stanno verificando le loro future applicazioni, WAP e non, basate
sul GPRS in attesa del lancio commerciale del servizio da parte dei gestori.
Per finire, cosa sarà il cellulare per la mobile internet society?
Bisogna ripensare al valore dello strumento cellulare: da semplice
telefono senza fili diventerà il punto di accesso a servizi di
comunicazione, informazione e commerciali personalizzati e localizzati.
Probabilmente sarà il più evoluto e sofisticato canale commerciale
retail a disposizione sia della grande distribuzione sia di service provider
grandi e piccoli. Sarà probabilmente il nostro prossimo Walkman,
il nostro navigatore GPS, la nostra fotocamera digitale, il nostro borsellino
elettronico e nessuno sa ancora bene cos'altro.
Per
proporre un contributo alla redazione: info@pec-forum.com
|
|