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Telecom Italia e Tim ora sono assieme
Risultati finali dell'Indagine
1. Premessa

In occasione della festa meneghina di Sant'Ambrogio (7 dicembre 2004) la fusione tra Telecom Italia e Tim è stata decisa.
Secondo gli esperti finanziari, dopo oltre tre anni l'investimento di Pirelli (Olimpia) nel gruppo Telecom Italia non aveva prodotto profitti accettabili, perciò è stato necessario aumentare il valore di Telecom. Telecom Italia si indebiterà per comprare una parte del 43,9% di Tim sul mercato. Quel che resterà della quota di minoranza verrà acquistato offrendo in cambio titoli Telecom, con una fusione delle due società. Con il 100% del ricco cash flow di Tim, Telecom potrà pagare più dividendi ai vertici della piramide (Olimpia, Pirelli, Camfin, Gpi). Telecom Italia lancerà un'Opa sulle azioni Tim ordinarie e di risparmio a 5,6 euro per azione.
In tale occasione ci è parso interessante capire come la "comunità" dell'Osservatorio Personal Communication considerata la decisione che riguarda l'aggregazione tra Telecom Italia e Tim.
E’ stato pertanto inviato via e-mail un questionario composto da 2 domande chiuse ed una aperta.


2. Risultati

I pareri raccolti sono sintetizzati nelle due tavole seguenti, la prima riferita ai dati cumulati al 24 novembre e la seconda con i dati finali del 7 dicembre 2004.
Le risposte sono raccolte in funzione del fatto che chi ha compilato il questionario ha partecipato come:
- operatore di telecomunicazioni,
- utente di servizi di telecomunicazioni,
- appartenente ad altra area di interesse professionale.

Il campione che ha partecipato al sondaggio (106 persone) si é così espresso:

  • i "motivi finanziari" sono stati evidenziati dal 41,6% dei partecipanti
  • secondo il 28,3% questa scelta da più forza forza al gruppo Telecom Italia
  • il 18,9% pensa che in tal modo si riduca la concorrenza.
Si nota come il 49% di chi ha risposto faccia parte di società operatori di telecomunicazioni (in grande maggioranza del gruppo Telecom).

3. Commenti

Sull’aggregrazione tra Telecom Italia e Tim sono stati raccolti vari commenti liberi, tra cui sono stati estratti i seguenti.
 

3.1 Interessi finanziari

  • "Si tratterebbe di consolidare la posizione di Telecom utilizzando gli utili di Tim".
  • "Perdita di valore per gli azionisti, perdita di flessibilità soprattutto nel processo di innovazione e nuovi servizi, degrado della qualità di lavoro con appiattimento sui livelli T.I. e conseguente perdita di forza aziendale".
  • "Penso che possa danneggiare il piccolo azionista. Lo scenario competitivo non cambierebbe poichè Telecom e Tim sono sempre state viste come una unica azienda. Se sinora non hanno portato vantaggi ai clienti di una e dell'altra è solo per una scelta strategica".
  • "Ancora una volta ci perderanno i piccoli azionisti...".
  • "Questo riassetto,a mio parere derivante esclusivamente da motivi finanziari (vedere lo scorporo di TIM da Telecom circa 6 anni fa,ora sta succedendo esattamente il contrario) porterà sicuramente uno scenario nuovo dal punto di vista finanziario visibile per lo più dai grossi azionisti della Telecom stessa".
  • "Fusione o meno tra le due Società la realtà di mercato non cambia. Fanno entrambe parte dello stesso gruppo, pertanto, con questa operazione non vedo vantaggi per clienti/mercato ne vedo solo per la società che controlla entrambe".
  • "E’ un fenomeno di moda tra i grandi operatori come DT, FT...".
  • "Forse si stanno accorgendo che Telecom non é piu' monopolista, e quindi devono cercare di convergere tutte le forze per contenere costi ed avere ancora dei margini di utile anche in caso di vendita del gruppo".
  • "Porrebbe ulteriori problemi di anti-trust, senza alcun vantaggio reale sia sul mercato interno che internazionale".
  • "E' una voce che circola da tempo. Non credo si realizzerà mai".


3.2 Scelta inopportuna

  • "Si rischia una perdita d'immagine per TIM".
  • "Si avrebbe perdita di competitività da parte di TIM".
  • "Rappresenta un grosso freno alla innovazione e velocità tipiche di un operatore mobile".
  • "In questa aggregazione Tim perderà flessibilità e aggressività, con il rischio di non essere più competitiva sul mercato".
  • "Produrre una perdita di valore per gli azionisti, perdita di flessibilità soprattutto nel processo di innovazione e nuovi servizi, degrado della qualità di lavoro con appiattimento sui livelli di Telecom Italia e conseguente perdita di forza aziendale".
  • "Tim perderebbe libertà di azione in un mercato competitivo come quello degli operatori mobili, quindi rischierebbe di peggiorare le sue performance e di perdere market share & relativi profitti".
  • "La separazione tra le due società anche se spesso li pone in concorrenza non è motivo di debolezza ma di forza per entrambe. Uno scenario di aggregazione limiterebbe la libertà dei due business e complicherebbe le decisioni strategiche".
  • "Produrrà riduzione del personale".


3.3 Scelta inderogabile

  • "Oltre ogni possibile motivazione politico/finanziaria, credo che l'aggregazione potrebbe portare, se giustamente obiettivizzata, una maggiore attenzione alla centralità della clientela. Soprattutto perchè oggi è il cliente del gruppo Telecom costretto ad integrare le varie offerte (es., fisso/mobile/WiFi/ecc)".

3.4 Vantaggi per i clienti

  • "La fusione porterà ad un gruppo che copre per intero il settore della trasmissione dati e voce riducendo sensibilmente i costi di gestione e nello stesso tempo abbassando le tariffe del servizio offerto".
  • "Vi saranno servizi con accesso integrato alla larga banda".
  • "Sarebbe utile nelle offerte miste XDSL e GPRS".
  • "Si avrebbero vantaggi per i clienti su tariffe e servizi integrati".


3.5 Leva commerciale per Telecom Italia

  • "Riduzione costi di gestione e possibile riduzione del costo del servizio all'utente finale".
  • "Maggiore forza commerciale sul Mercato, Risparmio Finanziario, minor competizione tra le due aziende, ottima scelta strategica".
  • "Genererà una razionalizzazione delle risorse con conseguente diminuzione dei costi ed incremento dell'efficienza, in più permetterà un'aggregazione nei servizi da offrire ai clienti con relativo aumento della fidelizzazione degli stessi. Abbatterà la competizione interna a tutto vantaggio del fatturato dell'azienda".
  • "La rete di telecomunicazione del futuro sarà unica non distingueremo più tra fissa e mobile, tra servizi fonia e dati, quindi un unico grande operatore può affrontare meglio queste sfide del futuro".
  • "Una grande forza commerciale, considerando che anche gli altri telecom operator si stanno ristrutturando, FastWeb, Wind, Albacom".
  • "E’ un’ottima decisione: un player italiano affidabile, completo, driver di mercato".
  • "E’ una mossa per aggredire ancora di più i suoi concorrenti : Vodafone per il wireless, Fastweb per il cablato".
  • "Credo che ultimamente il mercato è sempre più privatizzato che liberalizzato. Comunque se questo porterà vantaggi economici e di servizio, bene".

3.6 Minore concorrenza

  • "Si rafforzerebbe la posizione dominante di Telecom-Tim nel settore delle telecomunicazioni, già predisposto naturalmente ad essere un oligopolio stretto, ma ancora a rischio di rimanere un monopolio di fatto".
  • "Così si uccide la concorrenza".
  • "Una catastrofe per la concorrenza".
  • "Troppi rischi, unendo il monopolista dell'ultimo miglio con un operatore mobile in un mercato che, in teoria, dovrebbe consentire una libera concorrenza!".
  • "Impedisce una seria competizione tra telefonia fissa e telefonia personale, detta mobile".
  • "Sarei preoccupato per la posizione dominante che le due società nei rispettivi mercati; un'eventuale aggregazione sarebbe lesiva del processo di liberalizzazione del mercato delle TLC".
  • "Il giudizio è estremamente negativo : negli ultimi anni sto notando una tendenza al ripristino del vecchio monopolio od al più oligopolio nel campo delle TLC: Blixer, Galactica, Cubecom, Planetwork, Noicom, FreedomLand e molti alri sono falliti o versano in cattive acque; Wind ha acquisito Infostrada ed ora tenta la fusione con Fastweb; Eutelia ha assorbito Plug-IT ed EdisonTel e Niocom...
    Nei prossimi anni ci troveremo di fronte ad una concorrenza tra pochi gruppi: TelecomTIM, VodaFone ed WIndInfostradaFastweb; tutti gli altri si spartiranno briciole sempre più piccole di un mercato che invece di favorire la crescita degli operatori ha favorito speculazioni finanziarie e anche - complice l'autorità per le TLC e l'AntiTrust, cartelli politici. Ne è un esempio il fatto che la sede per l'autorità per le TLC sia stata spostata da Roma a Napoli invece che a Torino, quest'ultima indicata da tutti come la città che più prometteva sviluppi di mercato nel settore TLC".
  • "Si sono scisse solo pochi anni fa. Oggi sarebbe un gravissimo errore farle tornare assieme. Ne trarrebbe forza e giovamento solo Tronchetti Provera e il Suo gruppo in controtendenza rispetto alle indicazioni dell'antitrust. Tante piccole aziende che vivono di rivendita del traffico sarebbero ulteriormente penalizzate dalla gia' costante violazione delle leggi da parte di Telecom Italia (oramai le denunce fatte all'authority per vendita in dumping o altre prevaricazioni, sono un'infinita'. Ne sarebbero penalizzati anche tutti i clienti che non potrebbero giovarsi di una maggior concorrenza.
    Insomma è una scelta finanziaria, visto che non comporta vantaggi ne per i clienti, ne per i concorrenti e concederebbe a Telecom la possibilita' di poter alzare la voce ancor di piu' anche se con torto e di continuare con le solite vessazioni. Le nuove azioni verranno piazzate ad costo nominale molto alto e non realmente proporzionato al valore dell'azienda. Effettuata la raccolta di denaro pubblico degli scemi che acquisteranno, il titolo avra' un brusco ribasso sino ad avvicinarsi al suo reale valore".

L'Osservatorio PeC ringrazia
tutti i partecipanti al sondaggio,
soprattuto coloro che hanno voluto lasciare
un loro commento.


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