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I
sistemi LMDS e MMDS
Una soluzione radio al problema dell’accesso a larga banda
I
contenuti che vengono esposti sono appunti presi nel corso del seminario
organizzato dalla Associazione Italiana Ingegneri delle Comunicazioni
(AIIT) e coordinato dall'Ing. Antonino Colantoni e dall'Ing. Giovanni
Santella; si è svolto a Roma il 27 Giugno 2000, con l’obiettivo
di definire lo stato attuale in termini di tecnologia, standardizzane
e introduzione sul mercato dei sistemi di trasmissione radio a larga
banda per l’accesso di tipo fisso.
I relatori intervenuti sono stati Giovanni Santella (FUB), Marco Spini
(Cselt), Bartolomeo Maria (Siemens Information and Communication Networks),
Emanuele Plati (Infostrada), Paolo Benvenuto Forni (RAI-CRIT) e John
Waterhouse (CRL - Uk).
LMDS
Il termine LMDS (Local Multipoint Distribution System), nato negli Usa
per definire un particolare tipo di diffusione televisiva via radio
ad alta frequenza (28GHz), viene oggi utilizzato genericamente per
indicare tutti i sistemi di trasmissione radio punto-multipunto operanti
a frequenza da 10GHz a 43GHz (MWS); un sinonimo spesso utilizzato è
BWA (Broadband Wireless Access).
A livello di standardizzazione vengono poi utilizzati, a seconda dei
casi, termini più precisi che in ogni caso rientrano nella definizione
ancor più generale di Wireless Local Loop (WLL).
Come citato dall'Ing. Santella, si tratta
quindi di una tecnologia che va a confrontarsi con gli altri sistemi,
che, in alcuni casi, possono risultare complementari, per l’accesso
a banda larga di tipo fisso: quindi la fibra ottica, le tecnologie xDSL
su doppino e il satellite, col vantaggio di richiedere minori investimenti
rispetto alla posa dei cavi.
La sovrapposizione con l’UMTS è minima in quanto quest’ultimo
può vantare una capacità nettamente superiore, a fronte
della caratteristica fondamentale della mobilità.
Il sistema di trasmissione è di tipo direzionale e si basa
su una base in grado di servire utenti posti entro un raggio di 3-6Km,
offrendo accesso dell’ordine dei Mbit al secondo (si prevede per il
2002 la disponibilità di sistemi a 25Mbit e sono previsti picchi
di 155Mbit per applicazioni di fascia alta) sia di tipo simmetrico che
asimmetrico.
Le frequenze disponibili ed il tipo di modulazione determinano la banda
complessiva disponibile agli utenti. Ad esempio una base con modulazione
4 QAM può offrire in una cella circa 750 collegamenti ciascuno
a 2 Mbit/s.
Lato ricevente è necessario collocare una antenna sul
tetto dell’edificio, di modo che vi sia visibilità con l’antenna
della base. Il segnale poi scende nell’edificio, ad esempio tramite
cavo coassiale.
La necessità di visibilità tra antenne riceventi
e base si riflette nelle criticità sulla pianificazione e sull’installazione
della rete, oltre che sulla qualità del servizio, che ad esempio
risulta sensibile alla presenza di pioggia, che causa un’attenuazione
del segnale e quindi limita, a parità di QoS, la distanza dalla
base.
La
standardizzazione
Un certo ritardo si avverte a livello di standardizzazione, di cui
indichiamo i principali attori in campo:
apparati (ETSI-TM4, DVB e ETSI-BRAN per le specifiche dei sistemi
Hiperaccess multivendor)
Marco Spini (segretario del gruppo TM4)
ha evidenziato come in questi organi di standardizzazione siano in
gran parte assenti gli operatori di telecomunicazione, mentre gli
stessi erano stati decisivi nella definizione di altri standard di
successo, come il GSM
assegnazione delle frequenze (ITU-R WARC che si riunisce ogni
2 anni)
definizione delle canalizzazione (ITU-R SG9)
definizione delle direttive europee per la concessione delle licenze
(CEPT)
architettura della rete e requisiti degli apparati ottici (ITU-T
SG15 e SG13)
Per
i 28 GHz, in particolare, a livello europeo, è in atto un contrasto
con gli UK per la definizione della banda di guardia tra gli operatori,
che potrebbe essere di 28MHz tra un canale e l’altro oppure potrebbe
essere definita solo per gruppi di canali, da assegnare in blocco agli
operatori, come preferito dagli inglesi (si fa notare come, a fronte
di un problema di interferenza, possa risultare difficile risalire alle
cause che la determinano).
Entro il 2001 dovrebbero essere definiti inoltre i criteri per l’assegnazione
delle bande a 40GHz e a 30-33GHz. Quest’ultima banda potrebbe essere
utilizzata, a livello globale, per la connessione backbone dei sistemi
UMTS, oppure come estensione delle bande 26 e 28 GHz.
Ricordiamo
che gli UK sono tra i paesi in cui queste tecnologie si stanno diffondendo
più rapidamente, grazie ad un sistema di concessione delle licenze,
gestito dalla RCA, molto efficiente ed attivabile via e-mail.
I 26GHz sono già assegnati anche in Germania e in Spagna, mentre
in Italia si attende a breve la definizione del bando (oltre 40 sono
i pretendenti al momento).
Si evidenzia come i 28 GHz, i cui criteri di assegnazione a livello
europeo saranno definiti entro la metà del 2001, potranno garantire
un maggior spazio agli operatori.
L’esperienza
di Infostrada
Il passaggio chiave dell’esposizione di Emanuele
Plati di Infostrada è stato il sostanziale scollamento
tra le aspettative e le difficoltà incontrate nella sperimentazione
condotta a Milano.
In particolare i risultati di copertura, utilizzando una base posta
su un edificio di circa 100 piani in "zona Garibaldi", nonostante
le caratteristiche pianeggianti della zona, sono stati molto inferiori
alle aspettative: non più del 30% degli edifici compresi nella
cella risultavano infatti raggiungibili, obbligando quindi all’impiego
di più basi sullo stessa area per aumentare la copertura.
Criticità quindi nella pianificazione della rete, dalla
ricerca, sempre difficoltosa, dei siti disponibili alla necessità
di tool specifici scarsamente reperibili, come database di geo-marketing
e mappe digitali tridimensionali.
Sebbene gli aspetti tecnologia, servizio e qualità del
collegamento siano decisamente positivi, non è da trascurare,
inoltre, l’aspetto economico.
Al già alto costo degli apparati, infatti, si sommano altrettanti
costi più o meno nascosti: la posa di un antenna richiede infatti
una prima verifica on-site della visibilità ottica e della fattibilità,
pesano inoltre i costi di installazione (posa del cavo coassiale, messa
a terra, protezione dai fulmini...).
Una tecnologia in definitiva molto promettente
ma che rischia di rimanere frenata dai ritardi nella standardizzazione
e nella concessione delle licenze, con la possibilità che venga
quindi superata da sistemi di nuova generazione.
L’esperienza
RAI
La sperimentazione condotta a Torino ha, prima di tutto, chiarito
come LMDS non sia adatto al broadcasting televisivo e, similmente al
caso di Infostrada, ha evidenziato le difficoltà nel raggiungere
percentuali di copertura superiori al 50%, anche con l’impiego di
gap filler, specchi e con l’elevazione delle antenne riceventi.
In particolare sono stati installati 6 trasmettitori in 4 siti differenti,
con risultati in ogni caso di limitata e non uniforme copertura (inferiore
al 40%).
Secondo Paolo Benvenuto Forni, a livello
di servizi, pare ormai abbandonata l’ipotesi di broadcasting televisivo
e di VOD, se non come servizi da offrire all’interno di Internet
a banda larga, o con sistemi prenotazione. Positiva invece la possibilità
di utilizzare questa tecnologia in occasione specifiche come per eventi
e manifestazioni.
MMDS
Tale sigla sta per Multichannel Multipoint Distribution System e
rappresenta le tecnologie di trasmissione radio su frequenze tra i 2,3
e i 6 GHz.
A queste frequenze (soprattutto sotto i 3.5 GHz) non è necessario
avere la visibilità ottica tra le antenne, quindi è più
agevole ottenere buoni livelli di copertura e elevata ampiezza delle
celle (oltre i 15Km), sebbene con capacità di trasmissione di
livello inferiore all’LMDS.
Si pone quindi come tecnologia alternativa all’xDSL e ai Cable Modem,
in grado di offrire all’utenza residenziale, Soho e Small Business servizi
Internet a banda larga (indicativamente con velocità inferiori
ai 10Mbit/s).
Alcune frequenze sono già state rilasciate, sia negli Usa (citiamo
MCI e Sprint) sia in Europa (Spagna, Germania e UK).
Mercato
Le stime degli analisti, a livello di mercato mondiale, riflettono le
incertezze a livello di standardizzazione e di concessione delle licenze,
in un sensibile disallineamento.
Indicativamente si può parlare di un mercato di 600 milioni
di dollari nel 2000 che salirà a circa 5 miliardi di dollari
nel 2004.
In conclusione, le classi di utenza individuabili sono in prima
approssimazione di due tipologie:
Residenziale e Soho, caratterizzata da capacità di trasmissione
inferiore ai 10Mbit in downlink e <1Mbit in uplink, servibile con
tecnologie MMDS che dovrebbero essere di tipo standard multivendor.
Affari
con velocità inferiore ai 155Mbit, che utilizzerà
sistemi LMDS.
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