| |
|
|
Inquinamento
elettromagnetico: invenzione o realtà?
Riceviamo
un contributo di informazione su un argomento che abbiamo proposto
molto di rado, anche perchè spesso i tecnici lo trattavano
in modo troppo dotto e distaccato.
Questo non è il taglio con cui Andrea Michele Sacripanti
ha scritto il pezzo, perciò volentieri lo
pubblichiamo. |
Conoscete
l'arroganza del non sapere? "
..Il
proliferare di impianti radiotelevisivi e per la telefonia cellulare
sta provocando le giuste preoccupazioni da parte dei cittadini
".
Ed ancora "
le antenne sui nostri
tetti non le vogliano
"
recitava così uno striscione dipinto da una buona mano da parte
di un gruppo di cittadini, per lo più casalinghe, che manifestavano
contro le antennine installate vicino ad una scuola di Roma.
Questa è la sintesi concisa e puntuale di un appello generale
manifestato da parte degli amministratori locali che pur di non vedersi
occupare il municipio o il proprio assessorato impongono agli "untori"
di emissioni (elettrodotti, impianti radioelettrici, impianti di telefonia
mobile, ed impianti per radiodiffusione) delle regole non perfettamente
conformi con l'attuale normativa in vigore e con lo sviluppo del settore.
Con tutto il rispetto e la sensibilità per la materia e per chi
amministra il proprio elettorato, gradirei, che riflettere su alcuni
quesiti, che spero potrebbero supportare la mia tesi che l'elettrosmog
è una mera invenzione, un veicolo politicamente usato, sedotto
ed infine abbandonato.
L'arroganza del non sapere è
semplicemente il manifestare la non conoscenza circa l'esistenza di
una Organizzazione Mondiale della Sanità la quale non ha mai
informato che gli impianti, sistemi o apparecchiature tecniche che possono
comportare l'esposizione dei lavoratori, lavoratrici e della popolazione
a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici con frequenze comprese
tra 0Hz e 300GHz siano cancerogeni per l'essere umano
L'arroganza del non sapere è
la non conoscenza dell'esistenza del Rapporto dello scorso settembre
della Commissione dell'Istituto Superiore della Sanità, che istituita
dal Ministro Prof. Veronesi ha chiaramente negato ogni nesso tra gli
8 casi di leucemia verificatasi nel raggio di 10 km dai ripetitori di
Radio Vaticana.
L'arroganza del non sapere è
il non voler fare informazione giusta e realistica verso i propri elettori,
perché ostinarsi a confermare in innumerevoli comizi, dibattiti
e cenacoli simil culturali che le preoccupazioni dei cittadini sono
giuste invece di dire realmente che sono scientificamente infondate.
Mi raccontava recentemente un giovane militare di leva addetto alla
manutenzione di un sistema radar dislocato in aeroporto militare nel
nord Italia che aveva una "paura fottuta" circa l'assorbimento
di onde elettromagnetiche nocive. Gli risposi che i radar sia militari
che civili usano frequenze elevatissime, fino a 10 GHz, ovvero 10 miliardi
di hertz con picchi massimi nell'ordine di milioni di watt ed indubbiamente
la scienza ha illustrato che i tessuti esposti possono arrivare ad assorbire
potenze di ca. 100 W/kg, quindi gli consigliai, con tutto l'onore e
la stima per la Repubblica, di disertare per il bene della sua salute.
Ma occorre riflettere sulle esposizioni dovute ai radar (militari e
civili) che sono molto diverse da quelle alle quali è esposta
oggi la nostra popolazione, pardon, noi elettori. Alcuni esempi: il
telefono senza fili emette fino a 8 V/m, oppure il forno a microonde
emette fino a 7 V/m, ed ancora il ferro da stiro, il ventilatore, la
lampada alogena, il frullatore, il trapano, la radiosveglia
ecc.
I valori di sicurezza stabiliti dalla normativa italiana sono infinitamente
più bassi comparati alla media europea. Il D.M. del 10 settembre
1998, n°381 "Regolamento recante norme
per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la
salute umana" fissa i limiti di esposizione per la popolazione
ai campi elettromagnetici (articolo 3) e le misure di cautela ed obiettivi
di qualità (articolo 4). Lo spirito del Decreto è quello
di riservare misure più cautelative nei casi in cui si possono
verificare esposizioni a campi elettromagnetici per tempi prolungati,
da parte di ricettori sensibili, non esposti per ragioni professionali.
Il rischio implicito, cui si fa riferimento, è rappresentato
da eventuali malattie in qualche modo connesse con una esposizione prolungata
nel tempo anche a livelli molto bassi.
Mentre la "Legge quadro n. 36 sulla protezione
dalle esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici"
ha l'obiettivo di assicurare la tutela della salute dei lavoratori,
delle lavoratrici e della popolazione dagli effetti dell'esposizione
a determinati livelli di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici
ai sensi e nel rispetto dell'articolo 32 della Costituzione rimandando
all'emanazione di decreti attuativi la fissazione dei limiti di esposizione,
dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità
Tutti i soggetti interessati a svolgere qualsiasi attività industriale
che tratta di impianti, sistemi o apparecchiature tecniche che possono
comportare l'esposizione dei lavoratori, lavoratrici e della popolazione
a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici con frequenze comprese
tra 0Hz e 300GHz attendono l'emanazione nel più breve tempo possibile
da parte del Governo di detti atti normativi.
Limiti
di esposizione per la popolazione ai campi elettromagnetici
Frequenza
f (MHz) | Valore
efficace di intensità di campo elettrico E (V/m) | Valore
efficace di intensità di campo magnetico H (A/m) | Densità
di potenza dell'onda piana equivalente (W/m²) | 0,1-3 >3-3.000 >3.000-300.00 | 60 20 40 | 0,2 0,05 0,1 | -- 1 4 |
Il
quadro di riferimento generale in Europa è costituito dalla Raccomandazione
UE 1999/519/CE che evidenzia molto chiaramente:- La
normativa italiana è molto cautelativa, avendo previsto limiti di esposizione
ai campi elettromagnetici di gran lunga più bassi rispetto agli altri paesi
europei.
- Tutti
i cittadini dell'Unione hanno diritto allo stesso livello di protezione poiché
l'esistenza di normative diverse nei vari stati crea nei cittadini confusione
e sfiducia verso la scienza e verso le autorità sanitarie.
- Valori
raccomandati dalla Commissione Europea e dall'International Commission on Non-Ionizing
Radiation Protection (ICNIRP) almeno 10 volte superiori ai valori italiani di
6 V/m.
Settore | Frequenze (MHz)
| Campo
elettrico (V/m) | Campo
magnetico (W/m) | Densità
di potenza (W/m²) | Telefonia
cellulare | 900 1800 1900 | 41,2 58,3 62 | -- -- -- | 4,5 9
|
- Sempre
l'ICNIRP fissa i limiti di esposizione in 0.4 W/g per le esposizioni professionali
e di 0.08 W/g per la popolazione in generale. Esposizioni che manifestano un riscaldamento
inferiore a quello naturalmente prodotto dall'organismo umano a riposo quantificabile
in 1,2 W/g.
- In
vari editoriali pubblicati sulla rivista New England Journal of Medicine sono
stati illustrati studi di correlazione tra vari tipi di tumori e l'esposizione
ai campi elettromagnetici degli elettrodotti con dei risultati assolutamente non
preoccupanti per la nostra esistenza.
In
conclusione, alla luce di quanto detto l'arroganza del non sapere è molto
pericolosa per chi opera come soggetto industriale in un mercato competitivo delle
telecomunicazioni mobili di terza generazione in Italia. H3G
S.p.A, licenziatario UMTS, ha davanti una sfida importante per il sistema Italia:
- La
costruzione di una rete innovativa, la prima rete FULL IP Wireless a banda larga
in Italia. Basata sulle tecnologie più avanzate e focalizzata sulla fornitura
di servizi ed applicazioni attraverso una piattaforma aperta;
- Investimenti
previsti complessivi entro il 2005 in ca. 11.000 mld di lire;
- 20.000
nuovi posti di lavoro previsti grazie anche all'indotto;
- 50%
della popolazione sarà la copertura prevista entro il primo anno di lancio
commerciale, da estendere progressivamente a oltre il 90% nel 2005.
Una
sfida che onora il paese Italia ma che deve rispondere con forza, coraggio e chiarezza
nel redigere una normativa ambientale chiara che tenga conto dell'evoluzione del
mercato e della condizione dello stesso. Una legge che sia innovativa anche
da un punto di vista politico ed industriale, che rappresenti una rottura col
passato e che avvicini maggiormente l'Italia all'Europa cancellando una volta
per tutti quel "gap" letale e mistificatore che genera, appunto,
l'arroganza del non sapere.
Andrea Michele Sacripanti Direttore
Affari Istituzionali - H3G S.p.A Le opinioni espresse
possono non coincidere con quelle dell'azienda |
|