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Ultimo
miglio: lo stato dell'arte All’inizio
del 2001 la notizia della definitiva liberalizzazione dell’ultimo miglio, con
la correlata possibilità di disdire l’abbonamento a Telecom Italia e rivolgersi,
per i servizi di telefonia voce e dati, ad uno o più operatori alternativi ha
occupato le prime pagine dei giornali. In realtà occorre precisare
(come i call center dei diversi operatori hanno dovuto spiegare a centinaia di
migliaia di clienti che chiedevano informazioni) che i tempi non sono ancora del
tutto maturi, in quanto occorre ancora superare, tra l’altro, il problema della
cosiddetta "colocation", vale a dire la sistemazione degli apparati
dei nuovi gestori nelle centrali Telecom. Tale questione potrà richiedere quattro/cinque
mesi. Gli unici operatori che, ad oggi, hanno già firmato un contratto
con l’ex monopolista sono Aexis e Lombardia.com, mentre altri 14 hanno firmato
intese e stanno portando a termine la fase sperimentale dell’unbundling (Infostrada,
Colt, Edisontel, Kpn-Quest, Planetwork, Telexis e Acea - Atlanet, Wind, Albacom,
Picus, Blixer, Noi.com, Nemesi e Fastweb, che ha avviato una sperimentazione tecnica
e non commerciale). Questi "pionieri" stanno oggi affinando la propria offerta
commerciale, che sarà presentata a breve e che non è detto che escluda a priori
il concetto di canone. Aexis, ad esempio,
ha già fatto sapere che la sua proposta prevederà la presenza di una quota fissa
mensile, la quale comprenderà però le chiamate urbane, mentre Lombardia.com
dovrebbe annunciare una nuova struttura tariffaria senza canone. Planetwork
ipotizza invece l’assenza di canone per l’utenza residenziale, mentre considera
possibile il contrario per l’utenza business. In corrispondenza con l’avvio
dell’unbundling è assai probabile che vedranno la luce nuove strutture di offerta
da parte dei diversi operatori, in molti casi concentrate sulla proposta di pacchetti
di servizi (sia voce sia dati) che consentano ai carrier di ottimizzare l’uso
del doppino, per il quale l’affitto che essi devono a Telecom è indipendente dalla
redditività del cliente. A breve inoltre partirà l’offerta di Infostrada
che prevede il rimborso del canone Telecom per i propri clienti, mentre
per l’unbundling fisico dell’operatore (che sta sperimentandolo con 300 clienti)
occorrerà aspettare ancora almeno fino a marzo 2001. Infostrada valuta di attivare
l’accesso "diretto" per circa mezzo milione di clienti a fine anno.
Accanto all'unbundling "via cavo" esistono poi diverse possibilità
alternative, alcune delle quali stanno dando risultati interessanti. Il
Wireless Local Loop basato su tecnologia Lmds (Local multipoint distribution
service) è in sperimentazione da parte di Ericsson. Il sistema
sfrutta in modo efficiente i canali radio, con una tecnologia simile a quello
dell'Umts che alloca dinamicamente la banda a disposizione di ogni utente (poca
per una chiamata voce, di più per una connessione dati.
L’asta
per l’assegnazione, in Italia, delle frequenze si prevede avrà luogo in primavera
2001. La trasmissione della voce e dei dati sul cavo elettrico
invece ha portato finora a risultati inferiori alle aspettative, in quanto l’affidabilità
risulta sufficiente solo se la linea elettrica è in condizioni perfette, cosa
non vera nella maggioranza delle situazioni reali. Le prospettive di sviluppo
però ci sono, e le tecnologie cosiddette "Powerlines" porteranno ad affidabilità
superiori anche in condizioni non ottimali. Un’altra modalità, per ora futuribile
soprattutto dal punto di vista costi, è l’utilizzo di raggi laser, oggi in fase
di sperimentazione negli Stati Uniti. | |