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Arpu
e 3G
Secondo
Ovum, molti sono dell’opinione che se si prende Internet, che è molto
diffusa e cresce con ritmo assai veloce, e la si unisce al mondo delle
comunicazioni mobili, anch’esse diffuse e crescenti con ritmi assai
veloci, si ottiene "matematicamente" qualcosa che si diffonderà
molto e crescerà con ritmi assai rapidi.
Ci sono ottime possibilità che ciò avvenga, ma in ogni caso occorre
tener presente che il territorio del mobile Internet è fino ad oggi
del tutto inesplorato.
Oggi esistono attori differenti (costruttori,
operatori, Asp, system integrator) che giocano ruoli differenti nella
catena del valore: ciò che deve ancora essere sviluppato è la
capacità di combinare le skill di ciascuno di essi in modo da fornire
dei servizi di reale valore aggiunto per il mercato.
Nonostante il numero dei sottoscrittori ai servizi di telefonia mobile
in Europa sia in crescita, infatti, il tasso di tale incremento va
calando in diversi paesi, così come in diminuzione è, in molti casi,
l’Arpu (Average revenue per user).
Deutsche Telekom, ad esempio, riporta un calo variabile tra il
10 e il 20% in un anno dell’Arpu per gli operatori in cui essa è presente
(T-Mobil in Germania, One2One in UK e Max.mobil in Austria). In controtendenza
è invece Vodafone, che dichiara, nel Regno Unito, un Arpu quasi
costante (888 sterline/mese nel marzo 2000 a fronte di 885 sterline/mese
nel marzo 1999) per i propri abbonati ed un valore in crescita per l’Arpu
dei clienti di carte prepagate (280£/mese nel marzo 2000 contro 255
£/mese nello stesso mese del 1999).
In ogni caso, anche qualora tale situazione si ripetesse in altri
paesi, se il numero dei clienti di carte prepagate non cresce significativamente,
l’Arpu totale risulterebbe comunque in declino.
Nella tabella sottostante è possibile trovare una stima della percentuale
di abbonamenti e utenti prepaganti in diversi paesi europei (fonte:
Global Mobile Newsletter).
| Paese |
%
utenti Gsm
prepaganti
|
| Francia |
32% |
| Germania |
22% |
| Italia |
72% |
| Olanda |
56% |
| Portogallo |
80% |
| Spagna |
65% |
| Svezia |
42% |
| UK |
50% |
Gli
operatori hanno dunque bisogno di trovare un sistema per invertire tale
trend e, almeno nel medio termine, il mobile data e il mobile Internet
sembrano la strada giusta.
Inoltre, nonostante la tendenza dei grandi operatori ad espandere sempre
più il proprio raggio di azione dal punto di vista geografico (Vodafone,
ad esempio, è presente in 25 paesi), esiste
un ruolo importante che può essere giocato dai carrier minori.
La personalizzazione dei servizi sarà fondamentale nel prossimo futuro
e oggi molti operatori non dispongono di un profilo preciso dei propri
clienti. Oppure, qualora l’avessero, non necessariamente contiene le
informazioni necessarie per dare all’utente il servizio che desidera
nel momento e nel modo in cui lo desidera. Per i mobile operator più
piccoli questo si concretizza in un grande spazio competitivo, essendo
essi in grado di comprendere in modo ottimale i propri clienti e di
seguirli con i contenuti di cui essi necessitano.
Avere una solida base finanziaria è certamente un vantaggio, ma le
applicazioni che traineranno questo mercato potranno venire sia da un
piccolo operatore indipendente sia da un global player.
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