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Entry point alla TIM: tutti al call center
Il progetto si chiama Entry point e per ora è in fase di sperimentazione: la fase pilota, che riguarda otto neolaureati, ha preso avvio lo scorso 25 ottobre presso il customer service di Roma. Solo ad aprile del 2000, quindi, sarà possibile misurare i risultati e l’efficacia di questa prima fase del progetto. Ma la Tim non ha dubbi: soprattutto in regime di concorrenza, il bene più prezioso di un’azienda è proprio il cliente, la sua soddisfazione, la sua fedeltà. E i futuri dirigenti dovranno "sentirlo" da subito, in modo da portarsi dietro questo background di conoscenza anche ai piani alti delle strategie aziendali. Il progetto Entry point, pensato principalmente per i neolaureati, coinvolgerà via via tutto il nuovo personale dell’azienda: entro giugno 2000 il percorso di formazione "alla base" verrà applicato ai neodiplomati in discipline tecniche, mentre entro la fine del prossimo anno trascorreranno il loro periodo "in cuffia" anche i professionalizzati, ossia coloro che hanno già alle spalle un percorso professionale significativo. L’impatto con il customer service riguarderà un numero crescente di persone. Nel 2001, secondo i dati forniti dalla Tim, i dipendenti dell’azienda saranno infatti il 20% in più rispetto al 1999: la consistenza del personale Tim è al momento di 9.127 persone (1.500 in più rispetto all’anno scorso), nel 2000 saranno 10.627 e l’anno successivo 11.865. Più di 2mila assunti, dunque nei prossimi due anni. E tutti dovranno passare per "le cuffie" del 119. (estratto da Sole 24 Ore 17 Novembre – Emilia Patta) |