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Uno spunto di discussione che può sorgere osservando i progressi nella liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni in Italia (ma non solo) da una parte e i "grandi eventi" che caratterizzano il medesimo settore dall'altra è il seguente: come si concilia il gran numero di licenze per operatori di telecomunicazioni (fisse e mobili) che sono state già rilasciate nel nostro Paese (o lo saranno) con la tendenza alla concentrazione che sta caratterizzando il settore medesimo?
E ancora: come cresceranno queste nuove imprese (solo in Italia circa 80, anche se solo una parte attiva sul mercato) alla luce degli scenari competitivi che si stanno delineando?
Infatti, stando ai primi consuntivi, l'Europa ha superato gli Stati Uniti, in termini di valore, nelle operazioni di merger & acquisition.
Proprio in Europa potrebbe poi realizzarsi il più grande take-over in assoluto: se l'Opa da 130 miliardi di dollari di Vodafone su Mannesmann andrà in porto (lo si saprà il prossimo 7 febbraio), scavalcherà quella di MciWorldcom e Sprint, al momento in attesa del via libera da parte dell'Antitrust americana.

Il processo di concentrazione nel settore delle comunicazioni ha varcato poche volte l'oceano, in quanto i colossi statunitensi hanno sempre effettuato queste grandi operazioni nel loro paese e lo stesso si può dire per gli europei, se si esclude l'operazione Vodafone-Airtouch. Se anche l'operazione con Mannesmann avrà successo, Vodafone, oltre alla già acquisita prima posizione nella telefonia mobile in USA, diventerà il primo operatore cellulare in Europa, con 32 milioni di clienti e 42 su scala mondiale.

Secondo gli analisti, nei prossimi anni resteranno in Europa non più di 5 grandi player: è possibile fare delle riflessioni sulle questioni poste e discutere dell'argomento nel forum.