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        Servizi di localizzazione in Giappone

Mentre si attende la definitiva partenza del mercato Umts in Europa ed in Italia e con essa la nascita di un nuovo modello di business che affiancchi agli introiti derivanti dal traffico quelli collegati ai contenuti gestiti, una recente pubblicazione prodotta da Baskerville (Informa Telecoms Group) ci permette di fare un aggiornamento della situazione in Giappone, con particolare riferimento a quanto concerne i servizi MLS (Mobile Location Services).

Il mercato in Giappone
Intanto una premessa sui dati di sviluppo del mercato della telefonia cellulare in Giappone.
La figura 1 mostra che a marzo 2004 i clienti erano oltre 75 milioni, di cui il 58% di NTT DoCoMo, il 23,5% di KDDI e il 18,6% di J-Phone.
Dal 1997 ad oggi le quote di mercato si sono sostanzialmente rafforzate per DoCoMo e hanno avuto un trend semrpe in crescita per J-Phone.

Se poi si guarda alle reti e alle tecnologie impiegate, dalla figura 2 risulta che gli utenti 3G sono poco meno di 7,2 milioni (9,5%) e che solo i clienti di DoCoMo (330.000) sono aumentati nell'ultimo mese.
La tecnologia CDMA conta oltre 7 milioni di utenti per il 2G e 6,8 milioni per il 3G.

I servizi Localizzazione in Giappone
I servizi di localizzazione ad alta precisione non hanno tenuto fede alle attese, ma le nuove tecnologie che contribuiscono ad abbatterne i costi potranno aumentarne l'uso.

I servizi MLS per cui si attendevano una forte promozione grazie al lancio del A-GPS non hanno rispettato le attese.
Sin dal dicembre del 2001 KDDI ha venduto circa 4 milioni di telefonini dotati di A-GPS (oggi 6 modelli su 11), ma i clienti non hanno fatto un grande uso di questa prestazione.
Ad esempio, quando si deve indicare la propria posizione ad un corrispondente per un appuntamneto non risulta molto pratico usare una mappa: in Giappone sembra che siano soprattutto le donne (di gran lunga i maggiori clienti) a non voler usare le mappe.
Inoltre la trasmissione di dati della mappa risulta lenta e molto costosa. E' molto più pratico dare come riferimento per un appuntamento un punto sul territorio già conosciuto.
KDDI sta ora proponendo una soluzione con un maggiore automatismo per spostamenti locali o a piedi, che impiega tecnologia BREW (Qualcomm).
Il servizio di navigatore non sembra sarà comunque tanto usato da diventare una killer application e sembra sarà applicato solo per spostamenti non abituali o di lunga distanza.
Inoltre l'uso del navigatore non é cresciuto in proporzione all'aumento dei clienti. Secondo J-Phone a maggio del 2000 su un milioni di utenti solo 50mila usavano regolamento le mappe; attualmente su 8 mioni di utenti quelli che usano abitualmente il navigatore continuano ad essere circa 50mila.
Secondo il service provider APAS il mercato potenziale é pari al 20% del totale e per raggiungere tale penetrazione occore comunque che gli utenti impieghino telefonini dotati della specifica funzione.
Va detto che l'aggiunta della prestazione A-GPS sui telefonini che si collegano alle reti trazionali (PDC) costa circa 20 dollari per unità, mentre nel caso dei telefonini impiegati su reti CDMA questa funzionalità incide sono per 3 dollari.
Infine si osserva che l'uso del Wap per il caricamento delle mappe risulta molto poco efficace e tale situazione migliora con l'uso di Java.
Anche il mercato dei navigatori installati sulle auto non sembra abbia prodotto per ora risultati positivi.
Tre anni fa DoCoMO lanciò il primo servizio denominato i-Navi, estensione dell'i-mode che richiedeva specifici terminali e browser.
L'anno scorso KDDI ha presentato un progetto con Toyota denominato G-Book. Ad oggi sono state vendute circa 100mila auto dotate di questo sistema, ma ancora l'uso sembra limitato sembra per via dei non edeguati contenuti offerti.
Tuttavia a lungo termine sembra che il mercato potenziale sia interessante.
 
Vi é poi il problema della privacy, che é particolarmente sentito in Giappone.
Lo sviluppo di certi servizi viene condizionato dall'assenza di una comunità ufficiale, a causa della cattiva reputazione che hanno i servizi location based che offrono incontri di amicizia o di sesso, spesso collegati a vicende di violenze e con prostituzione minorile.
Va ricordato, tra l'altro, che in Giappone esiste anche un servizio che permette ai genitori di bloccare l'accesso a siti con contenuti per adulti tramite i telefonini dei propri figli minori.
Sul versante delle applicazioni per le aziende, esiste un servizio della KDDI per applicazioni di fleet management: presentato ad ottobre 2003, ha oltre un migliaio di aziende clienti, piccoli trasportatori.
Poi vi é il servizioTraBox che impiega EZnavigation lanciato a settembre del 2003. Si tratta di soluzioni a basso costo particolarmente apprezzate dalle piccole aziende di trasporti.

Modello di business

Contrariamente a ciò che accade in Europa, in Giappone tutti e tre gli operatori mobili hanno deciso di dare libero accesso ai dati di localizzazione dei loro utenti ai service e content provider. Questo significa che l'accesso ai dati di posizionamento nella cella (cell-ID) non viene fatto pagare e l'uso dei dati viene solo limitato dalle norme sulla privacy.
Va comunque precisato che per il servizio A-GPSi DoCoMo richiede un access fee per l'impiego dei servizi di localizzazione basati sulla propria piattaforma (ad esempio: 100 yen al mese per terminale e 20 per hit o 400 al mese per terminale e 1 yen per hit).
Invece, KDDI, anche grazie alla tecnologia CDMA scelta, non sembra intenzionato a far pagare i propri servizi di localizzazione.

Oltre a quanto già detto in termini di mercato e di costi, il decollo dei servizi di MLS é fortemente condizionato dal tipo di modello di business.
In Giappone gli utenti di Mobile Internet hanno raggiunto a marzo del 2004 la rilevante cifra di 62.460.300 unità, così suddivisi tra operatori:

  • 37.758.000 di i-mode (DoCoMo)
  • 12.540.550 di EZWeb (KDDI)
  • 12.161.800 di J-Sky (J-Phone)
L'incremento di questi utenti nell'ultimo anno é stato pari a circa il 20%.
 
Tuttavia si stima che solo il 10% dei siti i-mode a pagamento siano oggi profittevoli. Del resto da un lato non sembra si possa incrementare più di tanto l'Arpu sui contenuti (non oltre 300 yen mensili) e dall'altro se l'unico modo per ridurre i costi é quello di incrementare gli utenti le condizioni attuali del mercato rendono difficile anche quest'ultima via.
Dunque, p
oichè non viene riconosciuto un valore addizionale (premium price) ai servizi di localizzazione per i service provider é difficile che loro possano far crescere il loro business.
Inoltre, quasi tutte queste aziende sono medio-piccole e, se si considera che il numero di clienti per ogni service provider varia da 1.000 a 10.000, é pensabile che ciascuno di loro possa fatturare non più di 20mila dollari al mese.
Anche per questo gli operatori mobili devono perciò rivedere parte del loro modello di business: già oggi il 30% del fatturato dei content provider di J-Sky é generato da traffico
.