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Gli operatori mobili in Europa si trovano ad affrontare una grande sfida di fronte al taglio delle tariffe di terminazione mobile. Gli analisti sono concordi nel dire che per recuperare la diminuzione dei ricavi, gli operatori mobili devono aumentare il loro traffico dati attraverso il lancio di nuovi servizi.
L’accesa concorrenza sui prezzi li costringe inoltre a tenere le tariffe basse, quindi il traffico dati deve diventare la loro leva di crescita dei ricavi. In UK la Commissione sulla Concorrenza ha appoggiato la proposta dell’organismo regolatore Oftel di tagliare le tariffe di terminazione di un 15% nei prossimi 3 anni e di recente anche in Italia l’Authority delle Comunicazioni ha deciso riduzioni pari al 13%. Anche nel resto d’Europa e negli USA si stanno prednendo provvedimenti analoghi.
D’altro lato gli analisti pensano che gli operatori ridurranno i sussidi sui prezzi dei terminali ed alzeranno il costo delle chiamate in uscita per compensare la riduzione dei ricavi delle tariffe di terminazione. Ad ogni modo faranno sì di non perdere la loro redditizia utenza business, quindi eviteranno di alzare i prezzi in tale fascia del mercato. Dovranno quindi sforzarsi di ottenere nuovi ricavi attraverso nuovi servizi, anche se molti analisti affermano che la domanda di servizi è soffocata dal fatto che i prezzi sono ancora troppo alti.
Il modo più veloce di ottenere un rapido ritorno degli investimenti è di stimolare il mercato corporate e SME con applicazioni data. Spetta agli operatori mostrare al mercato l’utilità di tali applicazioni e stimolare la domanda, perché non si tratta di servizi come la voce il cui valore intrinseco è percepito da tutti. Il problema, è che
Secondo Ovum, nel 2007 gli operatori mobili potranno conseguire un fatturato dal Mobile Data Consumer pari a 71 miliardi di dollari, a livello mondiale, di cui il 46% nell'Europa Occidentale. Va notato che i servizi di messaging (Sms, Mms, instant messaging e mobile e-mail) rappresentano l'85% di consumo totale di mobile data. L'informazione pesa per il 10% e l'intrattenimento per il 5%. Questa valutazione è positiva per gli operatori mobili, in quanto il messagging non richiede revenue sharing.

gli operatori mobili non conoscono abbastanza bene il mondo delle applicazioni aziendali e di come esse sono integrate tra loro.
Gli analisti non prevedono rapide azioni difensive contro i provvedimenti di taglio delle tariffe, i nuovi servizi dati saranno sviluppati come pianificato, anche se all’inizio i loro ricavi non incideranno in modo rilevante nel breve periodo, per via dei costi di sviluppo e di lancio del servizio. Si cercherà comunque di dare priorità ai servizi con più rapido ritorno degli investimenti.


MmO2 potrebbe ritardare di un anno il “roll out” della sua rete 3G rinviandolo alla seconda metà del 2004, nonostante stia mettendo a punto una serie di pacchetti di servizi per le aziende. Orange UK invece annuncia una nuova soluzione di mobile office ed insieme a Vodafone e T-Mobile sta valutando il problema delle tariffe e del costo dei terminali.
Alcuni operatori inglesi, tra cui Orange, sono convinti che le decisioni della Commissione sulla Concorrenza, li costringa all’aumento dei prezzi e alla riduzione dei sussidi sui telefonini, con la conseguenza che molti consumatori non potranno permettersi quei terminali che gli consentono di usufruire dei nuovi servizi e ritardandone di conseguenza il lancio sul mercato. MmO2, a causa del taglio delle tariffe di terminazione, rimanderà una serie di riduzioni dei prezzi preventivamente programmate ed al contempo intensificherà l’attacco alla costi.
Tale reazione non vede favorevoli alcuni analisti finanziari che, come
JP Morgan
, sostengono che se un operatore non taglia le sue tariffe quando gli altri lo fanno, si rischia di perdere quote di mercato e che se si riducono i sussidi nel momento in cui sta entrando un nuovo operatore nel mercato (Hutchinson), si rischia di perdere parte della clientela. Inoltre ritardando il 3G rispetto alla concorrenza si rinuncia alla contribuzione ai ricavi derivante dal servizio dati.
Alcuni analisti credono che gli operatori potrebbero anche spingere ulteriormente sul servizio voce, incentivando la sostituzione delle linee fisse con quelle cellulari; tale strategia, nel caso riuscissero a persuadere solo l’1% di utenti residenziali in UK, porterebbe a compensare del 15% la diminuzione dei loro ricavi. Ad ogni modo, pochi credono che gli operatori saranno in grado nel breve termine di far fronte alla riduzione dei ricavi. Il migliori provvedimenti, secondo gli osservatori, saranno quelli rivolti agli utenti, in grado cioè di generare nuovi ricavi.

Nonostante ciò diversi analisti credono che gli operatori potrebbero sfruttare il rialzo delle tariffe per guidare i loro clienti verso l’abbonamento, a discapito del pre-pagato. Infatti in UK c’è ancora molto spazio per la crescita del post-pagato, che ha un tasso di penetrazione del 26% rispetto al 56% degli USA e il 66% del Giappone.

Leggi anche: "il pricing Mms"


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