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    Numero personale e Universal number

Tra le più recenti proposte commerciali che arrivano da Tim e da Telecom Italia, due in particolare risaltano per alcune caratteristiche che le rendono interessanti come spunto per un confronto.
Si tratta del "numero personale" proposto da Telecom Italia e dell’"universal number" promosso da Tim.
Vediamole nei dettagli.
Il "numero personale", soggetto a canone mensile, consente all’utente di scegliere un unico numero (prefisso 1780) a cui essere chiamato; di volta in volta poi questi potrà scegliere se rispondere a tale numero dall’ufficio, da casa, dal cellulare o da qualsiasi altro telefono. L’apparecchio da cui si risponde è modificabile in ogni momento. Il costo della chiamata è interamente a carico del chiamante, ed è pari a 317 £/min (+IVA e 2 scatti alla risposta) dal lunedi’ al venerdì dalle 8.00 alle 18.30 e il sabato dalle 8.00 alle 13.00 e a 169 £/min nei restanti orari, la domenica e i festivi. Se l’utente chiamato risponde da un cellulare, sono previsti due scatti aggiuntivi alla risposta.
L’"universal number" di Tim permette di usufruire di alcuni servizi utilizzando come "base" il proprio numero di telefono cellulare. In particolare, l’utente del servizio (che ipotizziamo risponda al numero 0335 1234567) disporrà di un indirizzo e-mail (03351234567@tim.it) e di un numero di fax e di segreteria telefonica (0335 0 1234567), oltre che di un accesso alla rete.
Le e-mail ricevute al proprio indirizzo potranno poi essere ascoltate grazie a un sistema di lettura (190 £/min), ricevute come Sms (250 £/messaggio) , stampate tramite un fax (190 £/min) o lette via Web. I fax potranno essere stampati all’apparecchio più vicino.
Le due soluzioni sembrano rispondere ad esigenze differenti.
La prima mira a rendere l’utente sempre reperibile per le chiamate vocali, senza il disagio di dover comunicare a chi chiama una serie di numeri telefonici. Il costo di tale reperibilità è parzialmente a carico del chiamante, che subisce una tariffazione maggiorata rispetto ad una normale telefonata.
La soluzione Tim, invece, consente all’utente di essere raggiungibile non solo da chiamate vocali, ma anche mediante altre modalità di comunicazione (e-mail e fax) e il costo aggiuntivo da sostenere è totalmente a suo carico (il chiamante è tariffato come in una normale chiamata ad un cellulare).
Le due opzioni, però, non seguono una chiara strada di integrazione. Volendo usufruire di entrambi i servizi, sono comunque sempre almeno due i numeri telefonici da comunicare all’interlocutore: il numero personale e il numero di cellulare (dal quale si risale, come visto, all’e-mail e al fax), vanificando dunque parzialmente i vantaggi che i due servizi hanno se presi singolarmente.
Non è quindi una convergenza fisso-mobile quella a cui si punta con le offerte commerciali in esame, quanto piuttosto una risposta all’esigenza di costante reperibilità degli utenti.

Rimane la questione tariffaria: se nel caso di Tim, come visto, è il chiamato che paga per leggere le proprie e-mail, i fax o i messaggi in segreteria, mentre il chiamante paga una normale chiamata su rete mobile, nel caso del numero universale il vantaggio del chiamato si riflette (canone mensile a parte) in un costo per chi chiama. È vero che il numero personale è riconoscibile dal prefisso 1780, ma se il chiamato risponderà da un telefono mobile, al chiamante verranno addebitati due scatti aggiuntivi alla risposta, mentre se la chiamata viene deviata verso un terminale Fido, il chiamante si vedrà addebitare anche la tariffa aggiuntiva legata a quest’ultimo. Un messaggio vocale informa il chiamante sull’effettiva destinazione della chiamata (rete fissa o mobile).

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