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I modelli di pricing per gli Mms

Vi è un certo ritardo tra gli operatori mobli europei nella conclusione degli accordi di interoperabilità per il servizio Mms, nonostante le informazioni che giungono da Singapore dimostrino come tali tipo di accordi abbiano incrementato il volume di traffico Mms e le relative revenues molto più del previsto. Il volume del traffico di MobilOne, il primo dei tre operatori locali a stipulare un accordo di interoperabilità, è infatti raddoppiato immediatamente.
Secondo molti analisti, in Europa tale tipo di accordo presenta problemi tecnici, anche se può essere risolto almeno per il 70% dei terminali Mms venduto da Nokia (da CommunicationsWeek gennaio 2003).
Esemplificativo è il caso della Danimarca, in cui la definizione delle modalità di creazione e consegna dei messaggi di testo, ha rappresentato il maggiore ostacolo nella stipula dell’accordo di interoperabilità.
MobilOne, l’unico operatore di Singapore che fa pagare il servizio Mms, ottiene un ricavo medio, per ognuno dei 15000 utenti del servizio, di 13 dollari al mese con un invio medio di 20 Mms a settimana (circa 11 cents di dollaro). Inoltre l’ accordo di interconnessione tra i tre operatori di Singapore (oltre a MobilOne anche SingTel e StarHub), è basato su un contributo di interconnessione a volume per favorire la crescita del mercato. Il sistema di interconnessione è basato sul sistema di roaming GRX, ed inoltre i tre operatori si garantiscono la stessa continuità del servizio, con una capacità di 100 Mms per secondo, e non sono previste penali per i casi “failure of service”.
In Europa la mancata trasparenza sul tema è da attribuire anche all’assenza di puntuali specifiche tecniche, di standard adeguati, ed alla mancata condivisione di informazioni sulla qualità del servizio tra gli operatori. Inoltre molte delle specifiche tecniche sono date dai costruttori di cellulari e non dagli operatori.
I maggiori ostacoli verso la piena interoperabilità tra gli operatori mobili sono rappresentati dalla scarsa compatibilità tra le diverse reti o tra i diversi terminali insieme ai problemi di billing.


In Europa il costo di un Mms va da un minimo di 0,31€ ad un massimo di 0.80€ con una maggiorazione di 0,55€ per i messaggi che superano i 100 KB. Inoltre alcuni accordi di interconnessione già conclusi (es. Sonera con Radioljna) dovranno essere rivisti in concomitanza con il lancio di nuovi servizi come la videocomunicazione. Ad eccezione di Hutchinson 3G, il primo a lanciare il servizio di videocomunicazione in Europa, tutti gli altri operatori stanno decidendo per una tarrifazione a messaggio o ad evento, che si contrappone a quella a volume per gli Mms.
Il modello di billing ad evento potrebbe facilitare la negoziazione degli accordi.
La differente tariffazione del servizio, come accade in Asia per gli Mms, ostacola la conclusione degli accordi di interoperabilità. Occorre aggiungere inoltre che il tipo di tariffazione a messaggio per il servizio di videocomunicazione potrebbe causare difficoltà agli operatori perché si tratta di dati che hanno dimensioni ben maggiori degli Mms e che superano spesso 1 MB.
La sfida che gli operatori devono affrontare è di riuscire a costruire un modello di billing flessibile. T-Mobile ad esempio applica una tariffa che varia con le dimensioni del messaggio Mms ed inoltre è stato inoltre il primo operatore europeo ad applicare un prezzo maggiore per gli Mms inviati verso altri operatori.
Il sistema di billing dunque sarà il maggiore ostacolo che gli operatori incontreranno nel raggiungimento della piena interoperabilità.
Sfida complicata dal fatto che tale sistema, data la prevalenza di Sim pre-pagate, deve essere real-time e distinguersi dal sistema usato per gli Sms in cui l’addebito del servizio avviene in un lasso di tempo che va dai pochi secondi ai 15 minuti. Inoltre pochi operatori si sono dotati di piattaforme di billing in grado di differenziare non solo la grandezza del messaggio, ma anche la natura del contenuto.


In Italia per il servizio di invio di Mms è applicata la tariffazione a messaggio e tra le componenti del servizio, gli operatori indicano non solo l’invio del messaggio stesso, ma anche la notifica dell’avvenuta ricezione. Inoltre nella maggioranza dei casi il messaggio non deve superare i 30 KBbyte, con l’eccezione degli Mms inviati tra clienti Wind, in possesso di cellulare Nokia 7650, e dai clienti di 3 che possono raggiungere i 100Kbyte.

Nel caso di Tim il costo dell’invio è di 60 centesimi di euro (IVA inclusa), la notifica della ricezione è gratuita. Esistono poi una serie di promozioni che comprendo anche gli Mms.
Per Wind il costo è di 60 centesimi di euro (IVA inclusa). La notifica della ricezione è gratuita.
VodafoneOmnitel fa pagare l’invio dell’Mms 50 cent (IVA inclusa) e fino al 31 maggio 2003 la notifica di avvenuta consegna è gratuita.
Infine nel caso di 3 nei due abbonamenti flat ( 85€ per l’abbonamento Executive e 140€ per l’abbonamento Privilege ) è compreso l’invio di 50 Mms a settimana. Se tali limiti vengono superati ogni invio di Mms costa 0,48 centesimi di euro ed il costo della notifica è di 0,15 €.

Leggi anche: "Gprs, i prezzi del servizio"


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