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Verso
l'Umts: "panel operatori"
Il 15 giugno 2000 presso la Fiera di Roma, nell’ambito di SmauComm Mediterraneo, si è svolto l’incontro dell’Osservatorio Personal Communication intitolato "Verso l’Umts". Il "panel" degli operatori (presenti Federico Lenzi di Tim, Patrizio Mapelli di Blu e Laura Rovizzi di Wind), aveva come tema "Far esplodere la domanda di servizi e soddisfarla". È
inoltre intervenuto Mario Frullone (Fondazione
Bordoni), con una presentazione dedicata all’approfondimento
di alcuni aspetti tecnologici.
Nel seguito si presentano i principali argomenti sviluppati nelle diverse presentazioni. Federico Lenzi - Tim Il mondo di Internet e quello della telefonia mobile sono destinati a convergere, per il fatto che il cellulare consente di raggiungere il cliente in qualsiasi luogo e momento, di identificarlo ed autenticarlo con sicurezza e di veicolare i servizi in modo personalizzato. Occorre però "sfatare" alcune diffuse opinioni, come, per esempio, quella secondo cui con l’Umts saranno possibili applicazioni di "Tv on demand" sul terminale mobile: per una applicazione di questo tipo, infatti, se anche fossero sufficienti i 2 Mbit/s di banda massima dell’Umts, questi sarebbero disponibili per un solo utente per cella e non in movimento. In ogni caso l’Umts dispone di significative potenzialità, e gli operatori hanno di fronte a sé diverse strade percorribili, che portano a diversi scenari in termini di vantaggi, ricavi e problemi. E' indubbio che uno dei principali obiettivi sia quello di invertire il trend decrescente dell'ARPU (Average revenue per user).
La strada da percorrere è quella dei portali, che sono in grado di generare aumenti di traffico, ricavi da e-commerce. Anche se tali portali da soli non sono sufficienti per giustificare i probabili costi dell'Umts: "non è il ricavo da applicazioni di e-commerce che consentirà agli operatori di pagarsi la tecnologia" - ha affermato Lenzi. Inoltre il portale è in grado di dare vantaggi competitivi, in quanto consente di profilare un modo dettagliato i clienti, offrendo servizi mirati ed alzando in questo modo le barriere all’uscita.
Tim individua il portale mobile principalmente come una modalità per la fidelizzazione della clientela.
Per il mercato Umts nel 2005, Tim stima un valore di circa 3 miliardi di Euro, calcolati ipotizzando che sulla rete Umts transitino il 50% dei dati mobili, il 10% della voce ed il 10% dei dati da terminali fissi. E' un valore limitato, ed esiste il rischio che la copertura dei costi comporti la necessità di portare in modo massiccio su Umts anche servizi di basso livello, come la voce. Patrizio Mapelli - Blu Secondo Blu, la penetrazione del mobile, pari al 62,4% nel 2000, arriverà sino al 79,5% nel 2009. Soltanto una parte delle circa 50 milioni di Sim previste per quell’anno saranno però situate all’interno di telefonini: una parte sarà destinata all’utilizzo in ambiti differenti, quali ad esempio l’automobile o gli elettrodomestici. Dal punto di vista degli operatori, esiste una trasformazione in atto nella composizione dell’Arpu, che sta evolvendo da un mix in cui la telefonia fissa è prevalente, assieme alla mobile, mentre Internet e pay-tv sono in secondo piano, ad una situazione in cui il peso di mobile ed Internet sarà preponderante, mentre la voce avrà un rilievo sempre minore. La situazione di Blu, come quarto operatore mobile, rende necessario un approccio innovativo al mercato, e l’azienda risponde con una strategia volta all’aggregazione di contenuti e servizi forniti dall’esterno (favorita in tal senso dalla composizione azionaria, che include Mediaset, Autostrade, Bnl ed altri potenziali fornitori di contenuti), per rispondere alle esigenze tanto della massa dei clienti quanto alle necessità delle "nicchie" che verranno individuate. Secondo Blu, infatti, mentre i principali fattori critici di successo di questo mercato sono stati, fino ad oggi elementi quali la copertura del territorio, il pricing, la distribuzione, da questo momento la competizione si giocherà con buona probabilità su flessibilità, capacità di innovazione e, soprattutto, di gestione delle partnership e delle alleanze. Una cooperazione flessibile con diversi content provider e sviluppatori è alla base delle possibilità di sviluppo dell’Umts, che Blu vede come un business "content based". Fornitori di contenuti, operatori, sviluppatori di applicazioni e costruttori devono, secondo Blu, necessariamente collaborare per lo sviluppo di questo mercato. Laura Rovizzi - Wind La relazione evidenzia tre aspetti che condizioneranno il mercato delle comunicazioni mobile in Italia:
Per quanto
concerne invece la situazione competitiva del mercato italiano verso
il 3G, per Wind "non esistono" incumbent e la partita per l’Umts si
gioca tra tutti: se è vero infatti che chi già dispone di una licenza
Gsm dispone di siti, di una base di clienti radiomobili acquisita e
di una rete commerciale avviata, i nuovi attori hanno dalla propria
parte da disponibilità di reti di accesso, un parco clienti proveniente
dalle attività nell’ambito Internet, telefonia fissa o televisione,
la conoscenza della Media Industry, oltre ad una propria rete commerciale.
Per il prossimo futuro, Wind punta sulla possibilità di fornire l’accesso
agli stessi contenuti mediante media differenti (telefonia fissa,
mobile Wap, set top box, satellite), con offerte di tipo "bundled" o
"a pacchetto", mentre è previsto per fine 2000 il cablaggio di 50 città,
che diventeranno 100 per la fine del 2001.
Mario Frullone - Fondazione Bordoni L’intervento è iniziato con alcune considerazioni legate al rapporto tra l’evoluzione del mercato Internet e le peculiarità del mezzo mobile. In particolare, la tendenza attuale ad offrire tariffe "flat" per l’accesso ad Internet richiede la disponibilità di una banda ampia per soddisfare la domanda potenziale. Tale tipo di banda può essere fornita da rete fissa, ma certamente non su rete mobile, a causa delle limitazioni delle frequenze disponibili e delle peculiarità del mezzo radio.
Viene citato come esempio il Giappone, in cui il servizio i-mode di
Ntt DoCoMo ha subito alcuni black-out, la cui causa principale risiede
nella crescita, non correttamente prevista, del numero di utenti e dei
tipi di servizi.
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