Speciale UMTS
Bitrate week
Umts speed 2
Umts speed 1
Interfaccia
Problemi - 1

Archivio
2002-2000
3G in autunno
Miti
S
ervizi

Da Barcellona
Commenti Asta
Strategie 3G
Accordi
Net economy
Bando Umts
Umts a Roma
Licenze Umts
Umts business
Lmds in Italia
Incontro Roma
Appunti 3G
Wireless2003
Umts a Torino
Dibattito Umts
Consultazione
Licenze
Regolamento
Umts e business
Gprs v/s Umts
Mercato Umts
WCDMA

AREA RISERVATA

Dal Gsm all'Umts
F. Marconi: Umts

Case History
Speciale Gprs

Speciale Umts
Speciale Wi-Fi
Newsletter
Area Riservata

RICERCHE ON-LINE
 

GPRS v/s UMTS

Tutti parlano dell’UMTS, ma il futuro più vicino è il GPRS.
L’UMTS sta attirando l’attenzione di una larga parte dell’industria, ma la prima grande rivoluzione che vedremo sarà connessa al GPRS, per il quale i principali operatori stanno già prendendo le loro decisioni di investimento. Molti contratti tra operatori infatti sono già stati siglati. Il GPRS è un passo fondamentale in quanto porta l’IP sulla rete Gsm, abilitando di fatto le connessioni alle reti dati mediante protocollo TCP/IP o X25. Attraverso l’upgrade al sistema a pacchetto, i carrier aprono una nuova strada al traffico dati.
L’accesso Internet da cellulare diventa così pienamente possibile, specialmente in combinazione con il Wap di recente introduzione.
"Una ulteriore possibilità offerta dal GPRS per il traffico dati è quella di tassare gli utenti in base alla quantità di dati effettivamente trasmessi o ricevuti, e non al tempo di occupazione della linea", afferma Stuart Newstead, responsabile dello sviluppo GPRS per BTCellnet.
Craig Tilletson, Manager di One2One (UK) vede una segmentazione del mercato per il GPRS: da una parte, il mobile Internet/Intranet, rivolto a coloro che hanno la necessità di essere "online" ovunque si trovino; dall’altra il Wap, alla cui diffusione e sviluppo il GPRS può contribuire notevolmente.
Ma qual è l’investimento necessario per il passaggio al GPRS?
A sentire gli operatori, le cifre sono molto discordanti. La società Ovum stima che un upgrade completo costerebbe agli operatori Gsm circa 240 milioni di dollari. Molti dei contratti finora stipulati rientrano però nel range 50-100 milioni di dollari.
One2One afferma invece che il costo "di ingresso" è limitato, circa 16 milioni di dollari, mentre il grosso dell’investimento è legato alle necessita di ampliamento delle strutture connesso all’utilizzo da parte dei clienti.
Per quanto riguarda il pricing, Richard Withworth della società di consulenza Questus suggerisce un "sistema che tenga conto dei costi, del valore dei servizi e della situazione competitiva, ma non basato esclusivamente sulla durata della chiamata".
Una volta introdotto il GPRS, concordano gli operatori, il passaggio all’UMTS sarà enormemente agevolato.

UMTS: capire le sorgenti di redditività aiuta gli operatori a dimensionare la nuova rete

L’esperienza del mercato GSM può certamente aiutare gli operatori in tal senso.
Per prima cosa gli operatori devono capire quale quota di mercato l’UMTS può sottrarre alla seconda generazione GSM, sia per quando riguarda il traffico voce sia per quello dati.
A seguire, occorre un processo di segmentazione: una suddivisione di tale mercato in base, per esempio, alla domanda di servizi.
Si può così pensare a:
- Executive business: alti livelli di traffico voce e dati con video- conferenza
- Workers: bassi livelli di traffico voce e dati
- Regular consumer: bassi livelli di traffico, per lo più voce
- Occasional consumer: traffico voce, per lo più prepagato, e a volte anche dati.
La strategia di pricing deve essere studiata con attenzione, prestando forse più attenzione ad un costo basato sul tempo di connessione (uso) che ad un canone periodico o per quantità di dati trasmessi/ricevuti. Nortel prevede, da parte di un utente non professionale, una spesa mensile di 30-40$ per traffico dati e servizi su rete UMTS.