| |
|
|
GPRS
v/s UMTS
Tutti
parlano dell’UMTS, ma il futuro più vicino è il GPRS.
L’UMTS sta attirando l’attenzione di una larga parte dell’industria, ma
la prima grande rivoluzione che vedremo sarà connessa al GPRS, per il
quale i principali operatori stanno già prendendo le loro decisioni di
investimento. Molti contratti tra operatori infatti sono già stati siglati.
Il GPRS è un passo fondamentale in quanto porta l’IP sulla rete Gsm, abilitando
di fatto le connessioni alle reti dati mediante protocollo TCP/IP o X25.
Attraverso l’upgrade al sistema a pacchetto, i carrier aprono una nuova
strada al traffico dati.
L’accesso Internet da cellulare diventa così pienamente possibile, specialmente
in combinazione con il Wap di recente introduzione.
"Una ulteriore possibilità offerta dal GPRS per il traffico dati è quella
di tassare gli utenti in base alla quantità di dati effettivamente trasmessi
o ricevuti, e non al tempo di occupazione della linea", afferma Stuart
Newstead, responsabile dello sviluppo GPRS per BTCellnet.
Craig Tilletson, Manager di One2One (UK) vede una segmentazione del mercato
per il GPRS: da una parte, il mobile Internet/Intranet, rivolto a coloro
che hanno la necessità di essere "online" ovunque si trovino; dall’altra
il Wap, alla cui diffusione e sviluppo il GPRS può contribuire notevolmente.
Ma qual è l’investimento necessario per il
passaggio al GPRS?
A sentire gli operatori, le cifre sono molto discordanti. La società Ovum
stima che un upgrade completo costerebbe agli operatori Gsm circa 240
milioni di dollari. Molti dei contratti finora stipulati rientrano però
nel range 50-100 milioni di dollari.
One2One afferma invece che il costo "di ingresso" è limitato, circa 16
milioni di dollari, mentre il grosso dell’investimento è legato alle necessita
di ampliamento delle strutture connesso all’utilizzo da parte dei clienti.
Per quanto riguarda il pricing, Richard Withworth della società di consulenza
Questus suggerisce un "sistema che tenga conto dei costi, del valore dei
servizi e della situazione competitiva, ma non basato esclusivamente sulla
durata della chiamata".
Una volta introdotto il GPRS, concordano gli operatori, il passaggio
all’UMTS sarà enormemente agevolato.
UMTS: capire le sorgenti di redditività aiuta gli operatori a dimensionare
la nuova rete
L’esperienza del mercato GSM può certamente aiutare gli operatori in tal
senso.
Per prima cosa gli operatori devono capire quale quota di mercato l’UMTS
può sottrarre alla seconda generazione GSM, sia per quando riguarda il
traffico voce sia per quello dati.
A seguire, occorre un processo di segmentazione: una suddivisione di tale
mercato in base, per esempio, alla domanda di servizi.
Si può così pensare a:
- Executive business: alti livelli
di traffico voce e dati con video- conferenza
- Workers: bassi livelli di traffico
voce e dati
- Regular consumer: bassi livelli
di traffico, per lo più voce
- Occasional consumer: traffico voce,
per lo più prepagato, e a volte anche dati.
La strategia di pricing deve essere studiata con attenzione, prestando
forse più attenzione ad un costo basato sul tempo di connessione (uso)
che ad un canone periodico o per quantità di dati trasmessi/ricevuti.
Nortel prevede, da parte di un utente non professionale, una spesa
mensile di 30-40$ per traffico dati e servizi su rete UMTS.
|
|