Speciale UMTS
Bitrate week
Umts speed 2
Umts speed 1
Interfaccia
Problemi - 1

Archivio
2002-2000
3G in autunno
Miti
S
ervizi

Da Barcellona
Commenti Asta
Strategie 3G
Accordi
Net economy
Bando Umts
Umts a Roma
Licenze Umts
Umts business
Lmds in Italia
Incontro Roma
Appunti 3G
Wireless2003
Umts a Torino
Dibattito Umts
Consultazione
Licenze
Regolamento
Umts e business
Gprs v/s Umts
Mercato Umts
WCDMA

AREA RISERVATA

Dal Gsm all'Umts
F. Marconi: Umts

Case History
Speciale Gprs

Speciale Umts
Speciale Wi-Fi
Newsletter
Area Riservata

RICERCHE ON-LINE
 
Wireless 2003
Il 21 giugno a Milano si è svolto il convegno "Wireless 2003", organizzato da Anuit. Nel seguito si riportano alcuni appunti relativi agli interventi più interessanti.
La relazione di Daniel Kraus, Direttore Generale di Anie, si è concentrata sulla situazione italiana alle soglie delle gare Umts.
In particolare, Kraus sostiene che l'Umts sarà in grado di "reinventare" il mercato della telefonia mobile, contribuendo allo sviluppo sia degli attori in gioco (che si concentreranno sempre di più su ricerca, sviluppo, competenze di tipo software e di integrazione) sia della competitività del "sistema Paese" nel suo complesso.
Occorre però evidenziare che, tra le discussioni relative all'Umts in Italia, poco risalto è stato dato al problema degli investimenti che i licenziatari dovranno affrontare. Tali investimenti, di portata molto rilevante e paragonabile alla probabile spesa per le licenze, avranno effetti importanti, dalla disponibilità dei servizi in tempi brevi, alle positive ricadute in termini occupazionali.
L'Anie propone, per favorire lo sviluppo, la possibilità di dedurre dal costo della licenza una percentuale prefissata degli investimenti, eventualmente differenziata in base alla localizzazione geografica degli stessi e fino ad un massimo del 40% del costo della licenza.

Oltre alla questione investimenti, Kraus ha riproposto il tema delle frequenze Umts: quelle attualmente assegnate sono state liberate solo in zone limitate, e altre frequenze, in base alle direttive UE, dovranno essere rese disponibili in una seconda fase.
Per lo sviluppo di questo mercato quindi, secondo Anie, è necessario che:
  • l'industria continui a sviluppare tecnologie e soluzioni;
  • gli operatori abbiano la possibilità di investire;
  • il regolatore attui in tempi rapidi un quadro normativo che stimoli domanda, concorrenza e investimenti.

Secondo Alcatel, il ruolo degli operatori è destinato a rimanere centrale nel contesto dell'offerta Wap, sia per la forte presenza nei canali distributivi, sia per il fatto che gli utenti richiedono sempre più un servizio completo e pacchettizzato.
Ma è anche destinato a crescere in modo significativo il peso nella catena del valore di content e application provider. Difatti, secondo l'azienda, i criteri di segmentazione del mercato stanno cambiando, dirigendosi verso una differenziazione basata sull'attitudine all'uso dei servizi.
I fornitori di contenuti giocheranno dunque un ruolo di primo piano nello sviluppo del potenziale del cliente e nella sua fidelizzazione. Cliente che chiederà sì nuovi servizi, video e multimedia, ma necessiterà anche di non perdere il livello attuale di servizio e copertura nella migrazione alla nuova tecnologia.

Ericsson sostiene che l'informazione aziendale, il cui livello quantitativo raddoppia ogni sette anni, rappresenta il maggior asset per le imprese e viene condivisa molto più frequentemente e rapidamente.
Il futuro sarà costituito dalla possibilità di accesso alle stesse tipologie di informazioni in modo indipendente dal media utilizzato: il cosiddetto "application layer" e il livello utente saranno separati da un'interfaccia che renderà trasparente per il fruitore dei contenuti la tecnologia sottostante.
Il business model invece sta, secondo l'azienda svedese, evolvendo da una situazione lineare tipica del 2G (fornitori/gestori di infrastrutture - operatori - service provider) ad un modello più complesso, con molti attori nuovi in gioco (service brokers. Isp, Content provider, Advertising) e con interrelazioni e legami di diversa natura. In altre parole, a fianco dei consueti attori del settore, nasceranno una serie di "enablers" e di integratori che arricchiranno e modificheranno la filiera.
Le revenue, dunque, sempre secondo Ericsson, potrebbero ripartirsi in questo modo: per ogni 100 lire pagate dall'utente finale
  • 30 andrebbero al service provider;
  • 10 al gestore della rete;
  • 20 all'application provider;
  • 10 al portale;
  • 7 all'advertising;
  • 15 al content provider.

Nokia vede la predominanza, nel 2005, dei servizi rispetto alla voce in termini di revenue.
Inoltre ritiene che non esisteranno una o più killer application in grado di generare un volume di fatturato significativamente più importante rispetto ad altre, ma una vasta pluralità di servizi sempre più differenziati.
In particolare, mentre unified messaging e accesso Lan saranno le prime applicazioni a contribuire all'inversione di tendenza nell'andamento dell'Arpu per gli operatori, la comunicazione personale multimediale costituirà il probabile "motore" dell'aumento di volumi.
L'azienda paragona poi il ruolo degli operatori attuali a quello del "chiosco", in grado di fornire ai clienti un limitato numero di servizi specializzati.
Gli operatori di terza generazione saranno invece confrontabili con il grande ipermercato, che eroga un gran numero di servizi, ottimizzando lo "spazio" a disposizione, promuovendo offerte e sperimentando senza soluzione di continuità nuove applicazioni.